11 Luglio - Ciclovia dell'Oglio e Fiume Po

... era da un po' di tempo che guardavo siti di viaggi in bicicletta, soprattutto il sito per antonomasia bikepacking.it, e la voglia di intraprendere questo nuova tipologia di viaggio saliva sempre di più.
Un giorno, parlando con mio fratello ed un paio di amci, matti come me, presi da chissà quale vento d'avventura, prendemmo questa decisione, un week-end, da sabato a domenica a zonzo sulla Ciclovia dell'Oglio e rientro a casa, a Cremona l'ungo il fiume Po.
Lanciatissimo mi misi a raccogliere informazioni, costruire tracce gps e pensare come caricare la bici, ma sopratutto quale delle 2 bici utilizzare.
Mi ero appena montato la fatbike, che non era certo la miglior scelta per questo genere di tracciato, a discapito della ciclocross, ma per capacità di carico, sicurezza ed affidabilità, decisi di utilizzare il mio nuovo e pesantissimo Pugsley.
Mancava una settimana e da 4 persone siamo rimasti in 2, io e mio fratello, definiamo gli ultimi dettagli davanti all'immancabile birretta, recuperiamo un paio di borse per lui ed un portapacchi adattato in un paio d'ore da un amico, recuperiamo i biglietti del treno e si caricano le bici.
La mattina di Sabato 11 Luglio, ore 7.00 del mattino ci rendiamo conto di quanto peso dovevamo portar con noi, ma d'altronde siamo novellini e la maggior parte dell'attrezzatura è adattata allo scopo, ma chi si accontenta, gode!
Prendiamo il treno e in un paio d'ore da Cremona siamo a Palazzolo sull'Oglio, scesi dal treno prendiamo un sentierino che, scopriamo poi essere parallelo alla ciclovia, ma molto più stretto e scomodo, ma va bene così, ed in un battibaleno siamo a Capriolo da amici per una bella colazione.
Ore 10.45 salutiamo gli amici e si parte direzione Paratico, solo li inizierà la nostra prima avventura.
Ore 11 siamo a Paratico, tempo di far 2 foto e si torna sui nostri passi percorrendo tutta la ciclovia, prima tappa, Quinzano.
Raggiungiamo Quinzano solo nel primo pomeriggio attraversando tutti i paesini che si districano lungo tutte le insenature del fiume, tra una tappa per una foto e l'altra per rinfrescarsi testa piedi e corpo, che sia nel fiume, limpidissimo in alcune zone o che sia in una di quelle rare fontanelle lungo il percorso. A Quinzano, veramente accaldati e già abbastanza stanchi troviamo il modo di mangiarci una bella coppa di gelato con frutta fresca in una delle gelaterie del centro, un paio di bibite zuccherine e via, è già tempo di ripartire.
Ore 16 la stanchezza inizia a farsi sentire, gli stradoni asfaltati che tanto non ci piacciono, non aiutano, decidiamo pertanto di modificare il percorso e asfalto per asfalto accorciare un po' la strada fino ad arrivare a Regona di Seniga dove ci aspetta la brutta sorpresa.
Ore 18, imbocchiamo la ciclabile sterrata che dovrebbe portarci ad Ostiano, ma il ponte Ciclo-pedonale ci sbatte la porta in faccia, chiuso fino al 29 Agosto.
Colti dalla tristezza, dalla stanchezza che aumentava minuto dopo minuto, causa anche la nostra inesperienza e scarsa preparazione, vista la tarda ora e la poco comoda situazione / sistemazione che si aspettava una volta arrivati a Calvatone, punto in cui dovevamo sostare la notte in tenda, che distava tanto quanto andare a Casa nostra, abbiamo deciso di fermare li nostra avventura, rientrando così verso casa.
Totale 110km percorsi, stanchezza tanta, soddisfazione anche per la bella giornata passata sulle sponde del fiume Oglio, ma tanta amarezza per non esser riusciti a concludere il viaggio come programmato...
Concludo la storia con tre puntini di sospensione, non si sa mai che si possa rifare e questa volta si punta dritti verso il traguardo finale senza se e senza ma...





altre foto le potete vedere sul mio flickr qui.